Peperoncino, un tesoro rosso!


Il peperoncino appartiene alla famiglia delle Solanacee, la stessa di melanzane, pomodoro e patate. Si utilizza dal 5500 a.C, soprattutto in Messico e Perù, ma in Europa si è diffuso grazie a Cristoforo Colombo e agli spagnoli. Gli antichi Maya mettevano in bocca dei peperoncini quando avevano infezioni alle gengive e nell’antico Perù il peperoncino era usato come mezzo di scambio. Possiamo definirlo un vero e proprio Tesoro Rosso!

Per la particolarità del nostro clima, il peperoncino da noi è una pianta annuale. Questa capacità di resistenza è dovuta alla presenza della capsaicina (la sostanza che conferisce la piccantezza).

Piccola curiosità: i mammiferi vengono tenuti lontani dalla sensazione di piccantezza, mentre i volatili (immuni al sapore della sostanza) ne hanno aiutato la diffusione, spargendone i semi!


La sua capacità di resistere a tutte le condizioni climatiche e la possibilità di attecchire facilmente, sia in un terreno che in un classico vaso esposto sul balcone, la rendono una delle piante più amate! La piccantezza è dovuta alla presenza della capasaicina, una sostanza che si trova nella placenta e non nei semi (come molti pensano) e varia in base al grado di maturazione.



Cosa fare per attenuare la piccantezza?


Per rendere il peperoncino “meno piccante” basta metterlo a bagno in aceto e sale per un’ora . Inoltre la cottura è un fattore che contribuisce alla piccantezza: più è lunga la cottura, più sarà piccante il sapore dei vostri piatti! Essendo la placenta la parte che trattiene il piccante, un’altra soluzione sarebbe quella di toglierla: basta tagliare via i filamenti bianchi che si trovano in alto, vicino al picciolo e ai semi.



Premio Nobel e peperoncino


Il medico ungherese Albert Szent Giörgyi (nella foto) nel 1937 ha ricevuto il Premio Nobel per la Fisiologia e la Medicina per aver isolato la vitamina C dal peperoncino. Lo studioso era in Ungheria all’Università di Szeged, al centro dell’area in cui si coltivano i peperoncini. La moglie gliene preparò un piatto. Lui stesso ricorda: “Non mi piacquero, perciò dissi a mia moglie, che me li portavo in laboratorio. A mezzanotte di quello stesso giorno, seppi che avevo trovato un tesoro“. Aveva scoperto che peperoni e peperoncini sono una fonte abbondante di acido ascorbico, cioè di Vitamina C. In un anno ne fu studiata la struttura chimica e fu prodotta artificialmente. Meno nota è la scoperta della Vitamina P, chiamata anche citrina. Albert Szent Giörgyi e Istzan Rusznyak la scoprirono lavorando sul peperoncino. Combinata con una proteina, questa vitamina aumenta la resistenza dei vasi capillari.


Proprietà del peperoncino

Il peperoncino, per prima cosa, aiuta la digestione ed ha potenti effetti positivi sul sistema cardiocircolatorio; è un ottimo cardioprotettivo e anticolestorolo. Aiuta i capillari a rimanere elastici e rinforza i vasi sanguigni, migliorando l’ossigenazione del sangue! Queste proprietà vengono fornite dagli acidi grassi presenti nei semi.

Ciò che sappiamo tutti è che ha proprietà antiffiammatorie: è un vero e proprio toccasana contro la tosse, le infezioni, allergia e tutte le malattie da raffreddamento. Purificando il sangue, è ottimo anche per combattere i dolori reumatici: avete mai provato a farlo macerare nell’alcol e applicarlo sulle zone doloranti? Vi assicuro che vi aiuterà ad alleviare il dolore!


Fa bene al cuore e...all’ amore!

Grazie alla presenza della vitamine E, il peperoncino si è guadagnato il titolo di Potente Afrodisiaco: la proteina E è considerata la vitamina della potenza sessuale e della fertilità!



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